Passiflora stefano capitanio ® | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora stefano capitanio ® | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

P. 'Fata Confetto' x P. edmundoi (pink form).
Ibrido di origine orticola.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 2 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 10 °C


ETIMOLOGIA: Dedicata al Vivaista scomparso Stefano Capitanio.


DESCRIZIONE:

Questo ibrido è ufficialmente registrato presso la Passiflora Society International con il numero 279.

Il nome nasce nel 2012, in occasione della mia partecipazione come relatore all’evento “IV Giornata Nazionale del Vivaismo Mediterraneo, il colore in giardino”, organizzato presso i Vivai Capitanio, a Monopoli. L’incontro era dedicato, tra l’altro, al ricordo di Stefano Capitanio, titolare del vivaio e figura di riferimento per molti operatori del settore, scomparso prematuramente. Dopo aver tenuto una relazione dal titolo Il Genere Passiflora: specie e ibridi adatti al clima mediterraneo, mi fu chiesto di dedicare un ibrido alla sua memoria. Poco dopo, un mio nuovo incrocio aprì il primo fiore: nacque così la Passiflora ‘Stefano Capitanio’.

Si tratta di uno dei miei ibridi più riusciti, tanto per l’equilibrio dell’insieme quanto per la bellezza del singolo fiore. I petali e i sepali, di un intenso magenta con riflessi cyan, incorniciano una corona spettacolare, ampia e vaporosa, formata da filamenti ondulati e ricci di colore viola profondo. Il risultato è una fioritura generosa, ampia e inconfondibile.

L’ibrido è complesso: deriva dall’incrocio tra la Passiflora ‘Fata Confetto’ e una forma rosa di Passiflora edmundoi. Contiene quindi il patrimonio genetico di ben quattro specie: (P. incarnata × P. tucumanensis × P. cincinnata) × P. edmundoi.

Il polline di P. edmundoi ha introdotto nei petali e nei sepali la colorazione magenta intensa, e ha ridotto il numero di bande bianche nei filamenti, presenti in P. ‘Fata Confetto’. Le bande sono talvolta appena accennate e si concentrano nel centro del fiore, in modo variabile da fiore a fiore e persino nello stesso esemplare.

Questo fenomeno ha generato una certa confusione, con l’attribuzione di denominazioni diverse a esemplari identici. In realtà si tratta sempre della stessa pianta, con fiori che si esprimono in modo differente a seconda delle condizioni ambientali.

L’ho verificato approfonditamente, anche grazie al contributo di un amico biologo molecolare, che mi ha confermato come l’espressione dei pigmenti nei fiori sia influenzata dalla temperatura: il freddo tende ad accentuarli, il caldo a ridurli. Anche il pH del substrato può contribuire a questa variabilità. Nella mia serra, dove il pH è subacido, ho osservato fiori più scuri in tarda estate, quando le notti iniziano a raffreddarsi.

A titolo di esempio, ho documentato due fiori dello stesso esemplare: uno fotografato il 16 maggio 2023 con clima fresco, l’altro il 30 giugno 2023 con temperature più elevate. Le differenze sono evidenti e dimostrano quanto l’ambiente possa incidere sulla morfologia del fiore.

Nel corso degli anni ho realizzato altri ibridi con la stessa combinazione parentale (P. ‘Fata Confetto’ × P. edmundoi), tra cui la Passiflora ‘Fata del Mare’ (oggi estinta) e la più recente Passiflora ‘Fata Violetta’. Nessuno di questi, tuttavia, ha mai replicato le caratteristiche specifiche e l’equilibrio morfologico della Passiflora ‘Stefano Capitanio’. La complessità genetica dell’incrocio, che coinvolge quattro specie differenti, rende infatti estremamente improbabile che due semi diano risultati identici. Ogni incrocio ricombina migliaia di geni in modo unico e non ripetibile.

In anni recenti, la stessa pianta è comparsa con una diversa denominazione. Alcune immagini, piante in vendita e pubblicazioni sui social mostrano esemplari identici attribuiti a un nome alternativo. Analisi molecolari effettuate su richiesta da un biologo hanno confermato che si tratta della stessa identica selezione. Peraltro, la documentazione fotografica originale della Passiflora ‘Stefano Capitanio’ precede di almeno due anni quella pubblicata sotto altra denominazione.

La madre dell’ibrido, P. ‘Fata Confetto’, si distingue per rusticità, ereditata da P. incarnata e P. tucumanensis, entrambe specie pollonanti e resistenti al freddo. La presenza di P. cincinnata non ne ha diminuito la tenacia, anzi: si tratta di una specie che copre un vasto areale, dalle regioni subtropicali dell’Argentina fino a quelle equatoriali. È noto che molte specie tropicali abbiano codificato tratti di frigo-resistenza in epoche glaciali, conservandoli anche in climi più miti.

In sintesi, la Passiflora ‘Stefano Capitanio’ unisce robustezza, vigore e una fioritura di grande impatto estetico. È una pianta affidabile e generosa, con una storia ben documentata e un’origine chiara.

TIMELAPSE: