Passiflora rufa | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora rufa | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: decaloba
SUPERSEZIONE: auriculata


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

 Guyana francese.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 12 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 15 °C


ETIMOLOGIA: Dal latino rufus, rosso, rossiccio, colore della tomentosità di alcune morfologie della pianta. 


NOTE:


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

Ho incontrato molte volte questa specie in natura, lungo le piste e i sentieri della Guiana Francese. Era presente nei luoghi aperti e luminosi, e gli esemplari erano sempre in fiore e in fruttificazione. Ricordo le discussioni con i miei amici francesi su quale fosse la corretta identificazione, se si trattasse davvero della Passiflora rufa o invece della affine Passiflora ferruginea. La discussione si concludeva con il sospetto, allora mai chiarito, che le due denominazioni fossero sinonimi. Di fatto non lo sono, anche se vi è una notevole somiglianza, soprattutto nella tomentosità color ruggine della pagina inferiore delle foglie.

Yero Kuethe, nel suo elenco del 2024 list of recognized species of Passiflora, riporta entrambe le specie come valide. Anzi, la Passiflora ferruginea è una specie descritta da Masters nel 1872, come appartenente alla flora peruviana, e quindi con una distribuzione geografica diversa da quella della Passiflora rufa.

I fiori sono chiari, con corolla bianco crema tendente al verdognolo. I sepali e i petali sono allungati e lievemente retroflessi. La corona è bicolore, ordinata in due serie principali: i filamenti esterni sono diritti, con bande porpora scuro alla base e bianchi con sfumatura verde chiarissimo agli apici leggermente ondulati. Le serie interne sono più corte e spesso ricurve verso il centro, con punte chiare. L’insieme resta luminoso e pulito, senza tinte accese.

Contrariamente a quanto si vede quasi sempre nelle piante ascritte al Sottogenere Decaloba, il picciolo reca una coppia di vistose ghiandole sferiche e ricche di tomentosità rossicce, presenti in posizione opposta.

Le foglie sono intere e di forma ampia, tondeggiante, con base semicircolare piena e nervature marcate. La pagina superiore è verde lucido, mentre quella inferiore è ricoperta dalla tomentosità color ruggine, presente anche sui fusti. È proprio questo carattere che ha spesso alimentato la confusione con la Passiflora ferruginea. A un’osservazione più attenta, il margine della metà superiore non è completamente liscio: lungo le nervature secondarie compaiono piccoli angoli acuti, che danno alla lamina un profilo leggermente inciso, come se i lobi laterali fossero appena accennati e non del tutto sviluppati.

I frutti, sempre presenti, sono piccole sfere che diventano brune a maturazione.

Ho avuto poche volte in coltivazione questa specie, poiché, a causa del suo scarso interesse estetico, viene raramente coltivata. Inoltre, a differenza di quanto ho visto in natura, si è dimostrata restia a fiorire.