SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: dysosmioides
ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:
Brasile.
TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 10 °C
TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C
SINONIMI:
ETIMOLOGIA: Dedicata al botanico brasiliano gesuita Padre Antonio Carlos Raulino Reitz (1919 - 1990).
Operò come direttore del giardino botanico di Rio de Janeiro.
DESCRIZIONE:
L’inquadramento ufficiale di questa specie, proposto da MacDougal e Feuillet nel 2004, la colloca nella Sezione Dysosmia, all’interno della Supersezione Stipulata, insieme alla Passiflora foetida, alla Passiflora palmeri, alla Passiflora sublanceolata e ad altre specie accomunate dal caratteristico odore forte delle foglie e dalle brattee finemente frastagliate (pinnatifide o pinnatisette).
La Passiflora reitzii non presenta pienamente questi caratteri. Per questo motivo alcuni tassonomisti, tra cui Yero Kuethe, hanno proposto di ripristinare la Sezione Dysosmioides, nella quale verrebbero inserite questa e altre specie, come la Passiflora vellozii, la Passiflora villosa e la Passiflora campanulata. Questo gruppo era presente nella sistematica di Killip del 1938, oggi superata, dove aveva rango di Sottogenere Dysosmioides.
Il nome specifico ricorda il botanico brasiliano Padre Raulino Reitz (1919–1990), fondatore dell’Herbário “Barbosa Rodrigues” e direttore del Jardim Botânico do Rio de Janeiro negli anni Settanta, figura di riferimento nello studio della flora del Sud-Brasile. Il botanico José da Costa Sacco lo onorò dedicandogli questa specie.
La Passiflora reitzii è una specie endemica del Sud del Brasile. È riportata principalmente nello Stato di Santa Catarina, in particolare lungo i versanti della Serra do Mar, in ambienti di foresta umida con buona piovosità annua e suoli ben drenati. In natura cresce tra la vegetazione arbustiva, dove i tralci si appoggiano con discrezione ai rami circostanti e la pianta trova luce filtrata.
Ho visto per la prima volta questa specie in Brasile nel 2002, nella raccolta di Mauro Peixoto, collezionista e studioso di flora brasiliana, a Mogi das Cruzes nel 2002. Vi era un esemplare dai tralci penduli e fioriti.
Anche nella mia collezione questa specie è stata più volte presente e ho potuto vederla fiorita.
Le brattee della Passiflora reitzii sono un elemento molto caratteristico della specie. Sono davvero insolite. Ampie, di un verde chiaro uniforme, con una superficie leggermente rugosa che evidenzia la nervatura centrale e quelle secondarie. La forma è appuntita verso il basso, con margine fortemente inciso: i denti sono numerosi, acuti e irregolari, creando un profilo quasi pennato. La consistenza è sottile ma non fragile, con una leggera peluria sparsa sul bordo e sulla nervatura centrale.
Quando il bocciolo è ancora chiuso, le brattee lo avvolgono completamente, formando una sorta di involucro protettivo che rimane ben visibile anche durante la fase iniziale dell’apertura del fiore.
Il fiore pendulo della Passiflora reitzii è sottile e luminoso, con una corolla bianca che si apre in modo ordinato, lasciando intravedere i sepali affilati e i petali leggermente più corti, entrambi di consistenza delicata. La corona è composta da filamenti candidi ed eleganti, sottili e allungati, disposti in serie regolari che si incurvano con naturalezza verso l’esterno, conferendo al fiore un aspetto leggero e arioso. Alla base dei filamenti compare un anello rosato, discreto ma ben visibile da vicino, che crea un punto di contrasto e guida lo sguardo verso il centro del fiore.
La coltivazione non è semplicissima. Infatti, da me questa specie non dura molto ed è anche difficile da moltiplicare per talee. Ciò non toglie che sia una specie desiderata e sempre cercata.
Va coltivata in vaso poichè è sensibile alle basse temperature. Meglio non scendere, d’inverno, sotto i 10 °C.