DESCRIZIONE:
Questa specie è stata a lungo conosciuta con il nome di Passiflora coccinea Aubl., denominazione che però ha generato confusione con un’altra specie affine, diffusa in Guiana francese e nelle regioni limitrofe. Le due piante, pur simili nell’aspetto, non sono la stessa: quella della Guiana francese è diversa da quella che cresce in Brasile, Venezuela, Perù e Bolivia, ed è anche la forma comunemente coltivata in Europa.
Per mettere ordine in questa situazione, John Vanderplank, titolare della National Collection of Passiflora in Inghilterra, decise di mantenere il nome Passiflora coccinea Aubl. per la specie guianese e di assegnare all’altra, diffusa in Sud America continentale, la denominazione di Passiflora miniata. Va però ricordato che due anni prima Hilaire Annonay, nel tentativo di chiarire la stessa confusione, aveva già descritto la passiflora della Guiana francese come Passiflora guyanensis.
Questa monografia riguarda la ex Passiflora coccinea non guianese, quella che si coltiva anche in Europa.
Il rosso della Passiflora miniata è tra i più vividi che la natura possa offrire. Le grandi dimensioni del fiore ne amplificano l’intensità e lo rendono ancora più attraente.
Questa specie è presente, con alcune varianti, nella flora amazzonica del Brasile, del Venezuela, del Perù e della Bolivia. È un grande rampicante tropicale, vigoroso e pieno di vita. Quando entra in fioritura, per portamento e dimensioni, è davvero spettacolare.
In coltivazione va però collocata in uno spazio ampio e in un ambiente dal clima adatto, come una serra calda e luminosa. Occorre anche un po’ di pazienza, perché prima di fiorire in pieno richiede qualche anno e condizioni perfettamente favorevoli. È
È una pianta esigente, che risponde solo se tutti i fattori sono in equilibrio: luce, durata del giorno, temperatura, umidità dell’aria e del substrato. Basta che uno di questi venga meno e la fioritura si interrompe.
Le foglie sono ricoperte da una fine tomentosità color ruggine. Sono intere, di forma lanceolata, con margini anche profondamente dentati o serrati.
I boccioli sono avvolti da tre vistose brattee di colore rossiccio e aranciato, ricche di ghiandole nettarifere. I fiori, di dieci-dodici centimetri di diametro, hanno sepali e petali di un rosso scarlatto intenso, con margini paralleli fino quasi all’apice appuntito.
Dopo l’apertura tendono a ripiegarsi all’indietro, ma meno rapidamente e in misura minore rispetto a quelli della Passiflora vitifolia, cui la specie somiglia.
La corona crea un contrasto netto con il rosso vivo della corolla, essendo formata da tre serie di filamenti verticali: la più esterna è rosso scuro, le altre bianche. Il centro del fiore risulta così candido e luminoso. Differisce quindi dalla corona della Passiflora guyanensis, poiché quest’ultima ha filamenti bianco rosati addossati all’androginoforo.
Anche il frutto, di forma ovoidale, è decorativo. Presenta striature longitudinali di colore verde scuro che, con la maturazione, diventano gialle o aranciate. Ha un sapore eccellente ed è considerato tra i migliori prodotti dalle passiflore.
La rusticità della Passiflora miniata è modesta e la pianta richiede temperature elevate per tutto l’anno. Non dovrebbe scendere sotto i dodici gradi, mentre quindici gradi rappresentano la soglia ideale per mantenerla in salute.
È consigliabile coltivarla in un vaso grande, che le consenta di svilupparsi liberamente, con un terriccio ricco e ben drenato. Conviene integrare regolarmente la concimazione durante la stagione vegetativa.
Si moltiplica con facilità sia per seme sia per talea, entrambe le modalità offrono buoni risultati se praticate in ambiente caldo e umido.