Passiflora edmundoi pink form | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

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Passiflora edmundoi pink form | La Collezione Italiana di Maurizio Vecchia

Classificazione (J. MacDougal ed altri, 2004)

SOTTOGENERE: passiflora
SUPERSEZIONE: stipulata
SEZIONE: kermesinae


ORIGINE E DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA:

 Brasile, regione di Bahia.


TEMPERATURA MINIMA CRITICA: 8 °C


TEMPERATURA MINIMA IDEALE: 12 °C


ETIMOLOGIA:

Specie dedicata al botanico brasiliano Edmundo Pereira (1914 - 1986).


NOTE: Cromosomi: 2n=18


FOTOGALLERY:


DESCRIZIONE:

La Passiflora edmundoi è originaria del Brasile, dove cresce principalmente nello Stato di Bahia. Era pressoché sconosciuta in Europa fino ai primi anni Duemila. Nella mia collezione comparve nel 2004 e da allora è una presenza costante, capace ancora di entusiasmarmi ogni volta che fiorisce.
Ricordo ancora il primo fiore: ero lontano da casa, il bocciolo era pronto a schiudersi ma non potevo assistere alla fioritura. Chiesi allora a mia moglie di fotografarlo. Al mio ritorno la pianta era ancora in fiore, e poco dopo iniziai a utilizzarla nei miei incroci. 
Il primo ibrido lo ottenni con il polline di Passiflora caerulea ‘Constance Eliott’. Alcuni amici collezionisti misero in dubbio l’autenticità del risultato, e dovetti mostrare loro il confronto tra le foglie della Passiflora caerulea, della Passiflora edmundoi e del nuovo ibrido dove erano evidenti le differenze. Nacque così la Passiflora ‘La Venexiana’, che aprì il suo primo fiore nel 2007. In seguito, realizzai numerosi altri ibridi con la Passiflora caerulea, tutti dedicati a Venezia: Passiflora ‘La Serenissima’, Passiflora ‘San Marco’, Passiflora ‘La Fenice’, Passiflora ‘Murano’, ecc.   Numerosi ibridi  hanno privilegiato come madre anche la Passiflora ‘Fata Confetto’.
La specie presenta diverse forme, che si distinguono per la colorazione dei fiori: alcune hanno corolle rosse, altre rosa intenso. Ho visto anche immagini di fiori bianchi pubblicate da un mio corrispondente brasiliano.
In coltivazione è generosa e quasi sempre in fioritura, anche durante le notti fredde di ottobre. È una di quelle piante che non mi sono mai fatto mancare: germina con facilità e raggiunge presto la fioritura. 
La collocazione nella Sezione Kermesinae della Supersezione Stipulata è evidente per la conformazione della corolla, caratterizzata da lunghi sepali e petali affusolati che si retroflettono elegantemente, e da una piccola corona centrale dai colori contrastanti e talvolta complementari. Colpisce anche il lungo peduncolo, che porta brattee rosa, distanziate dal calice e tra loro separate. 
Fu descritta per la prima volta nel 1966 dal botanico José da Costa Sacco (1930-2023), che la dedicò al suo collega brasiliano Edmundo Pereira (1914-1986), il quale ne raccolse il primo esemplare. 
Una delle peculiarità della specie è la forma arrotondata degli apici dei lobi fogliari. Le foglie, trilobate e robuste, sono di un verde con sfumature rossicce, più intense nella pagina inferiore. 
La coltivazione è semplice, poiché questa passiflora è adattabile, generosa e di rapida crescita. L’unica accortezza è evitare eccessive innaffiature e proteggerla dai ragnetti rossi, sempre in agguato nei ricoveri invernali. La sua resistenza al freddo è infatti limitata: è bene non scendere al di sotto dei 10 °C, se non per brevissimi periodi. 
Nelle zone a clima mite può essere piantata all’aperto, dove diventa spettacolare. Ne avevo visto un esemplare a Tolone, salito fino al tetto di un’abitazione.
Oltre che per seme, è facile moltiplicarla per talee poiché la radicazione è rapida e sicura.