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Passiflora aurantia G. Forst |
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Questa passiflora presenta alcune particolarità per cui si può
dire che sia unica, pur avendo affinità con specie conterranee come
la P. cinnabarina, la P. barclayi e la P. herbertiana.
È, innanzitutto, una delle poche passiflore che non proviene dal
Sud America, infatti la sua patria è l’Australia. Inoltre, il colore
aranciato (o rosso-arancio) dei suoi fiori, che tendono a rimanere semichiusi,
è poco comune nel genere Passiflora.
Questo rampicante in condizioni ideali supera i 5 metri di lunghezza,
ma in vaso rimane di dimensioni limitate, pur fiorendo con abbondanza.
Ho visto esemplari non più alti di mezzo metro, coltivati in vasi
di 15/18 cm di diametro completamente ricoperti di fiori.
Ha sottili fusti cilindrici e foglie trilobate lunghe e larghe
fino a 10 cm. I tre lobi sono appena accennati ed arrotondati negli apici.
Quello mediano termina alla stessa altezza dei due laterali tanto da far
ricordare la forma delle foglie dell’Adiantum capillus-veneris (Capelvenere).
Questa pregevole caratteristica è richiamata nei sinonimi: P.
adiantifolia, P. adiantum.
La corolla è formata dai grandi sepali carnosi di color arancio
rosato, irrobustiti ed irrigiditi da una carenatura e dai petali più
corti, sottili, di colore più chiaro. L’apice dei sepali è
appuntito, quello dei petali è arrotondato. É proprio a causa
di questa nervatura che i fiori non riescono ad aprirsi del tutto, tanto
da sembrare boccioli. La corona è formata da due serie di corti
filamenti di color arancio scuro appoggiati all’androginoforo. Fruttifica
con facilità anche in vaso producendo frutti di forma ovoidale,
di colore porpora scuro a maturazione.
La P. aurantia è una pianta gradevole, facile da coltivare
in vaso; non è però rustica, poiché, d’inverno, deve
essere ricoverata e mantenuta a temperatura superiore ai 10 °C. Consiglio
un buon terriccio universale a cui è bene mescolare un po’ di sabbia.
La riproduzione è facile per talea e per semina.