Passiflora actinia  Hook.

 


Sottogenere: Passiflora
Sezione: Simplicifoliae
Sinonimi: P. paulensis Killip
Etimologia: è dovuto all’aspetto del fiore che richiama quello dell’anemone di mare (Attinia). L’etimologia è presa dal greco ‘aktinos’ che significa ‘raggi del sole’.

Nel fiore di questa passiflora vi è un forte contrasto tra la corolla formata dai petali e dai sepali bianchi retroflessi e la grande corona composta da 4 o 5 serie di filamenti,  sporgente in avanti e colorata di violetto, di rosa e di bianco. I fiori hanno il diametro di circa 8-9 cm, la fioritura è generosa ed avviene di solito in febbraio-marzo, se la pianta è ricoverata in serra calda, altrimenti nella tarda primavera.
È un rampicante leggero che tende a diventare assai fitto grazie alla brevità degli internodi ed alla ricchezza del fogliame. Le foglie sono intere, di colore verde glauco,  dalla forma ovale, allargate  alla base.
I sepali sono bianchi all’interno e verdi all’esterno, mentre i petali sono bianchi in entrambe le superfici. La corona dei filamenti è talmente vistosa per il suo colore a bande alternate contrastanti da richiamare la caratteristica chioma degli anemoni di mare. Si prolunga in avanti quasi nascondendo gli stigmi e le antere. I frutti sono piccoli, sferici, gialli a maturazione e contengono un arillo profumato in cui sono immersi numerosi semi neri.
La P. actinia proviene dalle zone montuose del Brasile. È facile da coltivare in vaso (del diametro di almeno 18-20 cm) ed il suo aspetto aggraziato e vivace ne fa una pianta molto apprezzata. Se le viene dato spazio, può raggiungere parecchi metri di lunghezza e coprire pergolati e muri dotati di graticci. Non resiste agli inverni della Pianura Padana, dove è opportuno ricoverarla, ma si adatta bene all’aperto nelle zone climatiche dall’inverno mite, come la Liguria ed  il sud, giacché tollera brevi gelate fino a -5 °C. I danni possono essere limitati da protezioni alla chioma ed al piede e dalla sua collocazione in luoghi riparati.
La fioritura di eccezionale bellezza e la sua relativa rusticità  ne fanno una pianta interessante da coltivare  in casa o all’aperto in relazione alla stagione ed al clima della propria regione.  Richiede terriccio leggero ed innaffiature regolari, non eccessive.
La riproduzione si ottiene per seme e  per talea. Quest’ultimo metodo è preferibile poiché si ottengono piante più grandi in minor tempo.