|
Passiflora actinia Hook. |
![]() |
Nel fiore di questa passiflora vi è un forte contrasto tra la
corolla formata dai petali e dai sepali bianchi retroflessi e la grande
corona composta da 4 o 5 serie di filamenti, sporgente in avanti
e colorata di violetto, di rosa e di bianco. I fiori hanno il diametro
di circa 8-9 cm, la fioritura è generosa ed avviene di solito in
febbraio-marzo, se la pianta è ricoverata in serra calda, altrimenti
nella tarda primavera.
È un rampicante leggero che tende a diventare assai fitto grazie
alla brevità degli internodi ed alla ricchezza del fogliame. Le
foglie sono intere, di colore verde glauco, dalla forma ovale, allargate
alla base.
I sepali sono bianchi all’interno e verdi all’esterno, mentre i petali
sono bianchi in entrambe le superfici. La corona dei filamenti è
talmente vistosa per il suo colore a bande alternate contrastanti da richiamare
la caratteristica chioma degli anemoni di mare. Si prolunga in avanti quasi
nascondendo gli stigmi e le antere. I frutti sono piccoli, sferici, gialli
a maturazione e contengono un arillo profumato in cui sono immersi numerosi
semi neri.
La P. actinia proviene dalle zone montuose del Brasile. È
facile da coltivare in vaso (del diametro di almeno 18-20 cm) ed il suo
aspetto aggraziato e vivace ne fa una pianta molto apprezzata. Se le viene
dato spazio, può raggiungere parecchi metri di lunghezza e coprire
pergolati e muri dotati di graticci. Non resiste agli inverni della Pianura
Padana, dove è opportuno ricoverarla, ma si adatta bene all’aperto
nelle zone climatiche dall’inverno mite, come la Liguria ed il sud,
giacché tollera brevi gelate fino a -5 °C. I danni possono essere
limitati da protezioni alla chioma ed al piede e dalla sua collocazione
in luoghi riparati.
La fioritura di eccezionale bellezza e la sua relativa rusticità
ne fanno una pianta interessante da coltivare in casa o all’aperto
in relazione alla stagione ed al clima della propria regione. Richiede
terriccio leggero ed innaffiature regolari, non eccessive.
La riproduzione si ottiene per seme e per talea. Quest’ultimo
metodo è preferibile poiché si ottengono piante più
grandi in minor tempo.