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Passiflora 'Amethyst' Vand. |
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Si tratta di un ibrido antico e dalle origini misteriose. Sembra che
per primo John Vanderplank l’abbia inserito nel libro ‘Passion Flowers’
(Cassel 1991) diventando, in questo modo, autore della sua denominazione.
Tuttavia anche un altro studioso, Patrick Worley (California), l’aveva
pubblicato con il nome di P. ‘Lavender Lady’. La disputa è
tuttora aperta. Si presume che contenga la P. amethystina
(o qualche specie affine) e la P. caerulea, ma anche questa ipotesi
è così controversa che ancor oggi è oggetto di accalorate
discussioni, perfino sulle liste specialistiche di Internet. È
una passiflora molto bella e fiorifera, che ha avuto una notevole diffusione
grazie alla sua facilità di coltivazione ed alla sua relativa rusticità.
In molte zone climatiche è infatti un’alternativa alla P. caerulea,
proprio perché sopporta brevi gelate. Ho visto, per esempio, esemplari
trascorrere l’inverno all’aperto qui da noi, in pianura padana, riparati
semplicemente sotto un portico aperto a ridosso di una stalla.
L’aspetto del rampicante è decisamente esotico ed accattivante:
i grandi fiori, color ametista intenso, dai petali retroflessi, crescono
fitti nella vegetazione verde scuro. Sono abbelliti da una breve corona
raggiata di un colore più vivido e segnata nel mezzo da una banda
più chiara.
Le foglie sono trilobate, lucide e leggermente coriacee. Il diametro
dei fiori è di 10-11 cm, la corona è composta da 5 serie
di filamenti sottili.
Le norme colturali sono semplici, dato che la P. ‘Amethyst’
è una pianta robusta ed adattabile. Nelle zone dove non è
possibile metterla in piena terra, deve essere coltivata in gradi vasi
od in cassette, utilizzando terriccio ricco. Anche i sostegni devono essere
alti e robusti, poiché presto verranno ricoperti da una fitta barriera
di tralci intrecciati e ricadenti fino a terra.
La propagazione avviene per talea. Occasionalmente può produrre
frutti contenenti semi. In questo caso è opportuno seminarli, perché
le piante ottenute potrebbero essere molto diverse da quelle della pianta
madre e riservare perciò interessanti e curiose sorprese.